Cos’è la conciliazione delle Camere di commercio?
La Conciliazione è il modo più semplice, rapido ed economico per risolvere le controversie.
Con la Conciliazione, infatti, è possibile risolvere una lite tra due imprese o tra un’impresa e un consumatore
con l’aiuto del conciliatore, una figura super partes che ha il compito di facilitare il dialogo e condurre il contenzioso a una soluzione amichevole, soddisfacente e condivisa. Nessuna decisione viene imposta: se la Conciliazione va a buon fine le parti sottoscrivono un accordo che ha il valore di un contratto. Se ciò non avviene, possono abbandonare il procedimento in qualsiasi momento e rivolgersi al giudice ordinario.
In quali casi si può ricorrere alla conciliazione delle Camere di commercio?
Si può fare ricorso alla conciliazione delle Camere di commercio in tutti i casi in cui sia insorta tra due o più parti una controversia di natura economica, a prescindere dal valore della stessa. Una delle parti deve essere un’impresa. Infatti il modello di conciliazione delle Camere di commercio è applicabile a partire dalle liti di valore contenuto, quali sono in genere quelle tra imprese e consumatori, alle grandi controversie tra imprese.
Perché il servizio di conciliazione viene offerto dalle Camere di commercio?
Le Camere di commercio sono enti pubblici terzi e neutrali cui il legislatore ha riconosciuto una competenza in materia di conciliazione a partire dalla legge 580/1993.
Le Camere hanno istituito una rete di servizi di qualità organizzata sulla base di regole, codici di comportamento e tariffe omogenee a livello nazionale. Da quindici anni dedicano particolare cura alla formazione dei funzionari che si occupano della gestione del servizio e alla preparazione professionale dei conciliatori. Questo significa che le parti coinvolte in una controversia troveranno nelle Camere un’organizzazione capace di offrire, in una sede neutrale – con degli spazi adeguati e in grado di garantire la massima riservatezza - tutte le informazioni necessarie a intraprendere una conciliazione.
A chi è dedicato il servizio di conciliazione delle Camere di commercio?
Il servizio di Conciliazione è dedicato alle imprese, ai professionisti e ai consumatori coinvolti in una controversia.
Quali sono i vantaggi principali rispetto alla procedura giudiziaria?
La conciliazione delle Camere di commercio è particolarmente utile quando le parti cercano di giungere a una soluzione in tempi rapidi, con costi ridotti e predeterminati e in modo semplice. Inoltre è fondamentale nei casi in cui si vogliano mantenere le relazioni economico-commerciali tra le parti.
Può comportare qualche svantaggio il ricorso alla conciliazione?
La conciliazione lascia impregiudicata ogni altra via per la tutela dei propri diritti e dei propri interessi.
Perché utilizzare la conciliazione se le parti hanno già tentato di trovare un accordo tra di loro, senza riuscirvi?
A causa dell' emotività suscitata dalla lite, spesso le parti si trovano nella totale incapacità di dialogare in modo sereno e costruttivo, e ciò non consente loro di giungere ad un accordo; in tali circostanze non sempre è sufficiente l' intervento degli avvocati per risolvere la controversia. L' alternativa vincente può essere quella di cercare un accordo dinanzi ad un soggetto terzo e specializzato in tecniche di conciliazione: il conciliatore.
Come si avvia una conciliazione?
Avviare una Conciliazione è sorprendentemente semplice: basta compilare in ogni sua parte la domanda di Conciliazione, che si può trovare all' interno di questo sito, nella sezione "Domanda di conciliazione", e farlo pervenire all’Ufficio Conciliazione della Camera di commercio della propria provincia (personalmente, a mezzo posta, o via fax). È ammessa anche la proposizione di domande in carta libera, purché siano precisati gli stessi dati richiesti dai moduli. Da quel momento la Camera di commercio si occuperà di contattare l'altra parte e curare tutti gli aspetti organizzativi fino alla data dell’incontro e, nel caso raggiungano l’accordo, le parti potranno sottoscrivere un verbale che avrà la stessa efficacia di un contratto. E tutte le informazioni legate al caso, naturalmente, resteranno riservate. Per avviare la procedura di conciliazione è sufficiente
Quale documentazione si può allegare?
Le parti possono allegare quanto ritengono opportuno ai fini di uno svolgimento costruttivo dell' eventuale incontro di conciliazione.
La parte cui è rivolta la domanda è obbligata ad aderire al tentativo di conciliazione?
Uno dei principi cardine della conciliazione è la volontarietà e ciò implica, tra l' altro, che la parte cui la domanda di conciliazione è posta sarà libera di decidere di non aderire al tentativo di conciliazione, rispondendo negativamente o non rispondendo affatto. Nel primo caso la procedura verrà immediatamente chiusa con una lettera indirizzata alla parte che l' ha avviata; nel secondo caso, decorsi inutilmente quindici giorni dall'avvio, la Segreteria potrà concludere il procedimento, dandone notizia alle parti.
La domanda di conciliazione può essere depositata nei confronti di più parti?
Si. Il Servizio di Conciliazione ha predisposto un apposito modulo di domanda specifico per il deposito della domanda nei confronti di due parti. In tali situazioni può accadere che una delle parti aderisca al tentativo ma l' altra no: sarà la parte che ha depositato la domanda a decidere se proseguire nel procedimento o se chiederne la conclusione.
Chi partecipa all'incontro di conciliazione?
Le parti sono le protagoniste "naturali" dell' incontro di conciliazione, in quanto sono nella posizione migliore per poter negoziare un accordo. Possono decidere di farsi accompagnare dal proprio avvocato difensore, da rappresentanti delle associazioni di consumatori o di categoria o da altre persone di fiducia. Solo in casi eccezionali le parti possono farsi rappresentare da una persona munita dei necessari poteri. Oltre le parti, all’incontro è presente il conciliatore, una figura super partes che ha il compito di facilitare il dialogo e condurre il contenzioso a una soluzione amichevole, soddisfacente e condivisa.
Chi è il conciliatore e da chi è individuato?
Il conciliatore (soggetto terzo rispetto alla controversia, imparziale nei confronti delle parti e neutrale rispetto alla soluzione della controversia) è uno specialista in tecniche di conciliazione.
È individuato dalla Segreteria tra i nominativi inseriti in un' apposita lista; le parti possono individuarlo congiuntamente tra i nominativi della medesima.
Il conciliatore decide nel merito della controversia?
Il conciliatore non è un giudice: il suo compito non è quello di decidere nel merito della controversia ma di aiutare le parti a trovare un accordo soddisfacente per entrambe.
Quali sono i tempi della conciliazione?
Una delle carte vincenti della conciliazione è rappresentata dalla rapidità dei tempi di soluzione, infatti la durata media delle procedure nel 2007 è stata pari a 63 giorni.
Quando il tentativo si considera esperito?
Fatte salve le diverse previsioni di legge, in genere il tentativo si considera esperito nei casi in cui la parte che ha depositato la domanda abbia ricevuto risposta di mancata adesione o siano decorsi 15 giorni dall' avvio della procedura senza che sia pervenuta alcuna risposta.
Quanto costa la conciliazione?
Le spese di Conciliazione variano a seconda del valore della lite e devono essere versate prima dell’inizio dell’incontro di Conciliazione,. Inoltre sono previsti i diritti di segreteria, pari a 30,00 Euro, che non sono dovuti quando:
- una delle parti della controversia è un consumatore
- il tentativo di Conciliazione è obbligatorio per legge
- le parti depositano una domanda di Conciliazione congiunta.
La tabella dei costi è consultabile nella sezione “Tariffario” di questo sito.
Se l'altra parte non accetta di partecipare all'incontro le spese sono comunque dovute?
Nel caso in cui l' altra parte non aderisca al tentativo di conciliazione le spese di conciliazione non sono dovute.
Nel caso di conciliazione multiparte, sono dovute da tutte le parti partecipanti all' incontro in egual misura, a seconda del valore della controversia, come da Regolamento.
Se la conciliazione fallisce le spese sono comunque dovute?
Le spese di conciliazione, non dipendendo dall'esito, sono in ogni caso dovute. i segnala che le rilevazioni statistiche hanno evidenziato che circa il 90% degli incontri di conciliazione termina con un accordo di conciliazione.
Come può terminare l' incontro di conciliazione?
Nel caso in cui si raggiunga un accordo le parti lo formalizzano in un atto e lo sottoscrivono. Se le parti non si sono accordate si concluderà con un semplice verbale che attesti l'avvenuto incontro.
Quali sono i criteri per stabilire la sede della conciliazione?
Le parti possono scegliere liberamente la sede della conciliazione, per esempio: due parti che vivano l'una a Torino e l'altra a Palermo vorranno probabilmente individuare una sede che si collochi circa a metà strada e quindi potranno avviare la conciliazione presso la Camera di Commercio di Roma.
Sussistono tuttavia delle deroghe a questo principio generale: una di queste è l' ipotesi di conciliazione in materia di subfornitura industriale per la quale l' art. 10 della legge 192/1998 ha sancito che il tentativo sia esperito presso la Camera di Commercio nel cui territorio ha sede il subfornitore.
Altra eccezione riguarda la materia del franchising ( L. 129/2004): l'eventuale tentativo di conciliazione deve essere esperito presso la Camera di Commercio nel cui territorio ha sede l'affiliato.
Chi decide la data dell' incontro di conciliazione?
L' incontro viene fissato dalla Segreteria sulla base della disponibilità delle parti e del conciliatore.
È possibile comunicare col conciliatore in separata sede?
Di norma nel corso dell' incontro di conciliazione il conciliatore incontra separatamente le parti al fine di favorire il raggiungimento di un accordo. In termini tecnici tali incontri sono denominati " incontri separati" o "caucus".
Cosa fare se la conciliazione fallisce?
È possibile in questi casi rivolgersi all'organo competente della giustizia ordinaria oppure, in presenza di una volontà comune delle parti risultante da atto scritto, a un tribunale arbitrale.
In quali casi il tentativo è previsto come obbligatorio dalla legge?
Esistono ipotesi in cui la legge ha imposto l' obbligatorietà del tentativo di conciliazione, quali la legge 192/1998, art. 10, in materia di subfornitura e la delibera dell' Autorità Garante delle Comunicazioni 182/02/CONS, per le controversie tra operatori telefonici ed utenti. In realtà il legislatore ha reso obbligatorio il deposito della domanda di conciliazione ma non la partecipazione all'incontro.
Quali sono le leggi italiane in materia di conciliazione?
Le Camere di commercio sono enti pubblici terzi e neutrali cui il legislatore ha riconosciuto una competenza in materia di conciliazione a partire dalla legge 580/1993. In seguito ci sono state molte leggi che hanno esteso le competenze delle Camere di commercio in diversi settori che si possono consultare nella sezione “Normative” di questo sito.












